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POESIE E FILATROCCHE DI

 CARNEVALE 

A cura di
Barbara Cesaretti

Poesie inedite
Di Vincenzo Riccio

 

Insegnanti che collaborano alle ricerche:

Ins. Giusy Siguro, scuola per l'Infanzia plesso Via Galeno, Avola






Oltre alle poesie riportate nell'indice si può scorrere in basso l'elenco completo
Autore  
Titolo Allegria
  Scuola Infanzia  e primo ciclo  Elementari
Autore G.Rodari
Titolo Il gioco dei sé
 
Adatto Scuola Infanzia  e primo ciclo  Elementari
Autore G.D’Annunzio
Titolo Filastrocca di carnevale
Adatto Scuola Infanzia  e primo ciclo  Elementari
Autore  
Titolo Carnevale
Adatto Scuola Infanzia 
Autore (L.Maraldi)
Titolo Arlecchino
  Scuola Infanzia  e primo ciclo  Elementari
Autore V.e A.M.Franci
Titolo Carnevale
Adatto Scuola Infanzia  e primo ciclo  Elementari
Autore Piccolo mondo, Brescia, La scuola
Titolo Mascherine
Adatto Scuola Infanzia
Autore (da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola)
Titolo  Viva Carnevale
Adatto Scuola Infanzia  e primo ciclo  Elementari
Autore da “Le stagioni” ed. Leonardo
Titolo  Il vestito dell’amicizia
Adatto Scuola Infanzia
Autore da “Impronte”,ed. Tresei scuola
Titolo Stelle filanti
Adatto Scuola Infanzia e primo ciclo  Elementari
Autore  
Titolo Carnevale
Adatto Scuola Infanzia e primo ciclo  Elementari
Autore  
Titolo  
Adatto  
Autore  
Titolo  
Adatto  
Autore  
Titolo  
Adatto  
Autore  
Titolo  
Adatto  

ALLEGRIA  (Inviata dall'ins. Giusy)

Su, giriamo, mascherine,
siamo tutte assai carine,
abbiam voglia di scherzare
e gli amici rallegrare.
Diamo spazio all'allegria:
la tristezza vola via.
Or facciamo un girotondo
per unire tutto il mondo
con la nostra compagnia,
la piu' lieta che ci sia.
  

Carnevale (Inviata dall'ins. Giusy)

Su bambini facciamo festa,
è tonato il Carnevale!
Musica, balli, tanta allegria,
siam felici in compagnia.
Le vetrine sono addobbate
con le maschere colorate,
stelle filanti, coriandoli al vento,
ogni bimbo è felice e contento,
e col cuore vuol cantare:
viva viva il Carnevale

Carnevale (Inviata dall'ins. Giusy)

Carnevale canta e balla,

fa sorrisi a tutti quanti.

Ha un vestito lungo e largo,

scarpe vecchie, grossi guanti.

Va girando tutto il mondo

per donare l'allegria

a chi vuole l'amarezza

e il dolore cacciare via.

 

Indovinelli
(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)
Sono una maschera dotta e sapiente,
chiacchiero molto, concludo niente…
            (dott.Balanzone) 

Sono una maschera multicolore:
di professione fo il servitore…
             (Arlecchino) 

Amo Napoli e il Vesuvio, so ballare
la tarantella e mi chiaman…
             (Pulcinella) 

Son servetta veneziana,
son graziosa e assai carina,
mi chiaman…
             (Colombina) 

Son mercante da cent’anni,
è famoso il mio nasone,
e mi chiamo…
             (Pantalone)


Carnevale
(V.e A.M.Franci)
Nelle piazze, in ogni via,
c’è un’allegra compagnia
che, vestita in modo strano,
canta, balla e fa baccano.
Mascherine, mascherine,
siete buffe, ma carine:
con i vostri nasi rossi,
fatti male storti e grossi,
coi costumi che indossate,
con gli scherzi che vi fate,
voi portate l’allegria
in qualunque compagnia.


Filastrocca di carnevale
(G.D’Annunzio)
Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane e vino
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle

gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve beve e all’improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia…
Così muore il carnevale
e gli fanno il funerale
dalla polvere era nato
ed in polvere è tornato.


Carnevale
(da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola)

Son finito in tribunale

accusato da Carnevale.
Ero triste e sfiduciato
e così m’ha condannato.

Son venuti alla mia cella
Arlecchino e Pulcinella
m’han portato una frittella
di zucchero e cannella.
Mi hanno fatto poi un inchino
è arrivato Meneghino.

Sotto braccio una fatina
che poi era colombina.
Se io ho riso dopo un po’
Carnevale mi scarcerò
con le promesse e il giuramento
che avrei riso ogni momento

che l’indirizzo di casa mia
l’avrei dato all’allegria
e che ad ogni bambino piangente
avrei tolto qualche dente.
Ora corro per le strade
rido e saluto carnevale
che mascherato da principessa

controlla se ho mantenuto
la promessa.


Carnevale
(di G.Rodari)
Carnevale in filastrocca
con la maschera sulla bocca,

con la maschera sugli occhi,
con le toppe sui ginocchi.
Son le toppe di Arlecchino,
vestito di carta poverino
Pulcinella è magro e bianco
e Pierrot fa il saltimbanco
Pantalon dei Bisognosi dice:
“Colombina, mi sposi?”
Gianduia lecca un cioccolato e

Meneghino gli sta di lato
Gioppino col suo randello,
mena botte a Stenterello.
Per fortuna il dottor Balanzone
gli fa una bella medicazione,
poi lo consola: “E’ Carnevale
e ogni scherzo per oggi vale”.


Carnevale
(di M.H.Giraldo)

Pulcinella, per strafare,
da un pittore macchiaiolo
un ritratto si fa fare.
Quello, forse, chi lo sa,
perché vuole dimostrare
la sua grande abilità,
dappertutto schizza e insozza
con i mille e più colori
di una vecchia tavolozza.
Pulcinella è disperato
perché il candido vestito
da ogni parte si è macchiato.
Poi ci pensa, fa un inchino:
“Che invenzione! Per quest’anno
mi travesto da Arlecchino”.


Arlecchino
(L.Maraldi)

Con un saltello ed un inchino
eccomi a voi: sono Arlecchino.
Son fra le maschere di Carnevale
la più festosa, la più geniale.
Il mio vestito? Fu una sorpresa,
lo cucì la mamma con poca spesa
perché potessi ben figurare
al grande ballo di Carnevale.
Son far scherzetti, son birichino:
rido alla vita, come un bambino:
saluto tutti anche a distanza
con un leggero passo di danza.


Il gioco dei sé
(G.Rodari)
Se comandasse Arlecchino
sai come lo vuole?
A toppe di cento colori
cucite con un ruggito di sole.
Se Gianduia diventasse

ministro dello Stato
farebbe le case di zucchero
con le porte di cioccolato.
Se comandasse Pulcinella
la legge sarebbe questa:
a chi ha brutti pensieri
sia data una nuova testa.


Le maschere
(A.Sforna)
Ogni anno sempre uguale
si presenta Carnevale.
Arlecchino variopinto
va a passeggio, ma sospinto
dalla dolce Colombina
che è vestita da damina.
Pulcinella sorride a garganella,
mentre guarda Meneghino
che saltella un pochettino
Pantalone, dal cuore di leone,

vuol picchiare Brighella
che scappa dalla finestrella,

ma anche fuori è carnevale,
ed ogni scherzo vale.


Viva Carnevale
(da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola)
Viva, viva Carnevale con il pepe e con il sale
la tristezza manda via e ci porta l’allegria!
Fischi, canti, suoni e balli la vecchietta vuol ballare
ed il nonnetto vuol cantare!
Ad un tratto vede il babbo
travestito da indiano
ed il gioco suo più bello
è gridare: “iu,iu,iu!”
Chi si veste da Arlecchino
chi da Zorro o da Pinocchio
chi da Gatto o da fatina
da pagliaccio o da soldato!
Com’è bello Carnevale
che schiamazza per le strade,
fa scordare ogni male.
Viva, viva Carnevale.


Carnevale di un bambino pauroso
(K.Kackson)

Vorrei una maschera
così spaventosa
che tremi la gente
più coraggiosa:
da strega a fantasma,
da mostro o vampiro,
da scheletro bianco
che vaghi in giro
tra gli alberi spogli
del lume lunare
così che la gente
si metta ad urlare.
E nessuno sappia

che il più spaventoso

di tutti i costumi
ce l’ha il più pauroso!


Pirati
(R.Piumini)
Il Capitano Nero ha un gran cannone
che spara un gigantesco maccherone.
La Capitana Rossa ha una mitraglia
che spara i coriandoli e la paglia.
Il Capitano Blu ha una rivoltella
che spara solo semi di cannella.
La Capitana Mary ha una pistola
che spara caramelle di nocciola.
Il Capitano Smith ha un archibugio
che spara noccioline di ciliegio.
La Capitana Jane ha una cannuccia
che spara pisellini senza buccia.


Gli indiani cu-cu
(di G.Rodari)
Conosci la tribù
degli indiani Cu-Cu?
C’è l’indiano Cuore
che raccoglie le more.
C’è l’indiano Cuoco
che accende il fuoco.
C’è Cuoio un indianone
che fa lo stregone.
C’è Scuola l’indiana
che fila e tesse la lana.
Conosci la tribù
degli indiani Cu-Cu?
Se li scrivi con la Q
ride tutta la tribù.


Sono una maschera siamo le maschere
(D.Volpi)
Sono una maschera dotta e sapiente:
chiacchiero molto, concludo niente!
Sono una maschera multicolore:
di professione fò il servitore.
Sono una maschera sempre affamata,
bianco vestita e mascherata.
Mia patria è Napoli, dove perfetti

nascono i piatti degli spaghetti.
Siamo le maschere d’ogni regione,
nate nell’epoche che sono passate
ed ogni anno resuscitate
per l’allegria universale
di questi giorni di carnevale!


Il vestito dell’amicizia
(da “Le stagioni” ed. Leonardo)
Arlecchino, poverino
non aveva vestitino.
Ogni bimbo gli ha portato
un pezzetto colorato
e la mamma gli ha cucito
un bellissimo vestito.
E’ di tanti bei colori
come tanti sono i cuori,
che han donato la letizia
con un gesto d’amicizia.


Pranzo e cena
(G.Rodari “Filastrocche in cielo e in terra”, Torino Einaudi)
Pulcinella ed Arlecchino
cenavano insieme
in un piattino:
e se nel piatto
c’era qualcosa
chissà che cena appetitosa!

Arlecchino e Pulcinella
bevevano insieme
in una scodella
e se la scodella
vuota non era
chissà che sbornia, quella sera!


Colombina
(Ed. Fabbri)
Colombina
di mezza sera
cerca, cerca
la primavera
la più bella che ci sia
se la vuole portar via.
Ecco qua
che l’ha trovata
tutta bella incipriata
con le scarpe di cioccolata
Colombina alla sera va.
Alla sera di Carnevale
Colombina andò a ballare
da un vecchio Barbablù
che saresti proprio tu…


Burattini
(da “Guida Fabbri”, Fabbri Editori)

Son di legno, son piccini,

sono svegli e birichini,
sempre buoni
e ubbidienti,
sempre allegri e sorridenti,
son la gioia dei bambini:
viva, viva i burattini.
Pulcinella e Arlecchino,
Stenterello e Meneghino,
e Brighella e Pantalone,
Beppe Nappa e Balanzone,
fanno ridere i bambini:
viva, viva i burattini.


Mascherine
(Piccolo mondo, Brescia, La scuola)
Carnevale, oilì, oilà!
Arlecchino, eccolo qua!
C’è Rosaura birichina
che uno scherzo ti combina
con le lunghe striscioline,
con coriandoli e palline!
Passan mille mascherine,
Pantaloni e Colombine!
Carnevale oilì, oilà,
sei tornato, eccoti qua!


Urlo e rido…
(Filastrocca popolare emiliana)
Sono allegro, son contento
sia che piove e tiri vento
e per quello che io faccio,
ridon tutti: son pagliaccio.
Porto scarpe molto grosse,
faccio sempre degli inchini,
le mie labbra tutte rosse
fanno ridere i bambini.
Col mio brutto cappellaccio,
mi presento: son pagliaccio,
salto, ballo, canto e suono,
mi dimeno e cado a terra.
Il mio cuore è tanto buono,
vuole pace e non la guerra.
Inseguito da un cagnaccio,
urlo e rido: son pagliaccio.
Vedo il mondo tutto rosa,
con la gente più contenta,
che si abbraccia calorosa,
mentre libera diventa.
Scivolando sopra il ghiaccio,
vi saluto: son pagliaccio.


Carnevale
(F.Cardenti)
Ogni scherzo a Carnevale
tutti dicono che vale,
purché ognuno sia educato
e non troppo esagerato.
Or facciamo un girotondo
per unire tutto il mondo
con la nostra compagnia,
la più bella che ci sia.


Il signor coriandolone
(da “Percorsi” ed. Raffaello editrice)
Il signor Coriandolone
che era un gran mangione,
ha divorato
un piccione a colazione
si è riempito il pancione
che sembrava un pallone
poi è andato a riposare
sul suo lettone arancione.


Il fantasma Roccarotonda
(da “Scuola materna” La scuola)
Sono il fantasma
di Roccarotonda

ed esco fuori
a notte fonda!

Sui vetri picchio,

sui muri batto,

in terra striscio
e faccio il matto.
Il visconte scappa lesto
con le mutande dentro al cesto;
la viscontessa: mamma mia!
Coi bigodini scappa via.
Il viscontino, se arriva qui,
dalla paura si fa la pipì.
Io picchio, ronfo, gratto, tiro
tutto il castello prendo in giro!
Ma, per la festa di Carnevale,

farò uno scherzo senza uguale:
butterò giù dalle scale
il visconte, la viscontessa,
il viscontino, la duchessa,
il maggiordomo, il cuoco matto,
il pappagallo, il cane e il gatto!
Li butto giù a suon di botte:
sono invisibile a mezzanotte!
E poi vado giù in cantina
e mi faccio una bevutina
di spumante sopraffino
e di vino,
e divento un po’ allegrotto;
perciò ballo lo strambotto,

ballo la samba e il minuetto;

poi mi nascondo sotto il letto
nella torre di Roccarotonda
quando in cielo la luna è tonda.

E, se russo, che male fo?
Qualcuno di certo spaventerò…
Ma spaventare è il mio mestiere.
Sai come faccio? Stai a vedere!


Pagliaccio ridolino
(da “Scuola materna” La Scuola)
Salto, rotolo, sgambetto,
corro, chiacchiero, volteggio:
rido al frizzo d’un bimbetto,
poi scherzando me ne vo.
Son Pagliaccio Ridolino
son vestito a gran colori,
picchio e faccio un bell’inchino

e poi rido: oh, oh, oh!


Stelle filanti
(da “Impronte”,ed. Tresei scuola)
Perché si chiamano stelle filanti?
Non sono mica stelline del cielo!
Ma sono strisce a colori sgargianti,
fatte di carte che pare di velo.
Sembran piuttosto festoni gettati
da casa a casa, da pianta a pianta;
collane, dondoli colorati,
dove il vento ci balla e ci canta.
Poi nelle sere di luna piena
un raggio d’oro ci fa l’altalena.


Il travestimento di Gianni
(V.Cohen)
Per travestirsi, Gianni ha inventato
un bel costume assai colorato:

ha provato a mettersi addosso
un berretto di color rosso,
ha preso poi un pigiama a papà
e una camicia
che a mamma non sta.
Con dei cuscini

e si è tutto imbottito;

è proprio buffo con questo vestito.


Il pagliaccio
(A.Misiti)
Il pagliaccio Michelino
è tanto buffo
nella tuta verde a sbuffo
ha il naso a palla rosso
con la bocca larga fa smorfie
a più non posso.
Con gli occhioni tristi blu
guarda di qua, di là
su e giù.


Carnevale
(Adatt: da R. Rompato)
Su bambini
ci dobbiamo mascherare,
metter su baffi e barbone
ben dipinti col carbone:
nel solaio ricercare
qualche naso di cartone.
Su bambini
ci dobbiamo mascherare
e andare per la via
in allegra compagnia.


Pagliaccio

(Ugo Betti)
Ed ecco un flauto si mette a suonare.
Allora un pagliaccio rosso
coperto di campanellini
esce a ballare con lazzi ed inchini!
E tenta una capriola…

Fa finta di farsi male…
Ride…
Si drizza con un salto mortale!
Poi s’arrampica come fa il gatto
per acchiappare i pipistrelli.
E poi fa finta di ruzzolare
perché ridano tutti quanti.


L’omone
(da “Impronte” ed. Tresei Scuola)
L’omone
con naso rosso
come un peperone
con la barba nera
come il carbone
e con una pentola in testa
cammina cammina nella foresta.
Ma poi è tanto stanco
e si vuol riposare:
sotto un albero
si mette a russare.


Basta un cappello
(da “Impronte” ed. Tresei Scuola)
Basta un cappello vecchio
due baffoni
disegnati sul viso coi carboni
e una gran pancia fatta col guanciale
per divertirsi tanto a Carnevale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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