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I COLORI DEL SEMAFORO
[per l'educazione stradale] (inviata Da Giusy)
Sono verde come l’erba,
passate ometti in erba!
Sono giallo, aspettate,
tra un po’ rosso diventerò
e passar non vi farò.
Sono rosso, bisogna
aspettare,
non tocca a voi passare!
IL
SEMAFORO
[per l'educazione stradale] (inviata Da Giusy)
Col
verde puoi passare,
col rosso non andare,
col giallo aspetta, aspetta
chè il rosso arriva in fretta
Il vigile urbano
di Gianni Rodari
[per l'educazione stradale] (inviata Da Giusy)
Chi è più forte del vigile urbano?
Ferma i tram con una mano.
Con un dito, calmo e sereno,
tiene indietro un autotreno:
cento motori scalpitanti
li mette a cuccia alzando i guanti.
Sempre in croce in mezzo al baccano
chi è più paziente del vigile urbano?
Le coccole al malato
[per l'educazione salute]
(di R. Piumini da “Le canzoni dell’albero azzurro” I girini
Bompiani)
Ho preso il raffreddore
e anche l’influenza,
per lunghe ore
sto a letto con pazienza,
prendo la medicina,
sciroppi e cose varie,
la mamma sta vicina,
papà racconta storie:
sono malato
ma coccolato:
la febbre brucia,
però c’è chi mi bacia…
E’ bello stare a letto,
ti vengono a trovare,
ti sfogliano un libretto,
ti parlano del mare,
persino il dottore
è un tipo affettuoso,
mi ha ascoltato il cuore
con uno strano coso:
sono malato
ma coccolato:
la febbre brucia
però c’è chi mi bacia…
Filastrocca della
varicella
[per l'educazione salute]
(di M.Pouyet)
Presa ho la varicella
questa qui è proprio bella.
Quelle macchie, quei colori,
assomigliano a dei fiori.
Dei bei fiori dentro un prato
ed invece son malato.
Spero proprio di guarire
anche se io devo dire
che si sta meglio nel letto
che a scuola nel banchetto.
Ma chi devo ringraziare
delle macchie da ostentare
sulla fronte e sopra il naso?
Di trovarlo è forse il caso.
Debbo per la varicella
ringraziare mia sorella.
I piatti preferiti
(di A.Mari)
Per una bambina
di nome Fiorenza
mangiar la pappa
è una penitenza.
Cento ne pensa,
mille ne inventa
e cucchiaio e forchetta
son sempre vuoti:
che disdetta!
I piatti preferiti
son: l’aereo minestra,
giù in picchiata
dalla finestra.
La bistecca indovinello,
sotto il tavolo,
in tinello.
Il pollo spadaccino
che fa zac! Zac!,
nel lavandino.
E come piatto del giorno:
patate ballerine al forno!
Finché resta
la pazienza,
c’è polenta scappata
dalla credenza.
Filastrocca per mangiare sano
(A.Roda)
Caramelle, caramelle
rosse gialle verdi: belle!
Ma se guardi da vicino
vi sta scritto in piccolino
sulla carta luccicante:
“Qui c’è dentro un colorante!”
Buono questo bel biscotto!
ma se cerchi, sotto sotto,
sulle varie confezioni
ci sta scritto “Con aromi”.
Coloranti? Aromi? Eh, no!
A mangiarli non ci sto.
Preferisco un dolce frutto:
la natura ci dà tutto
quanto serve per star bene;
mentre il resto non conviene!
Compleanno
(“Io e il mondo” ed.Mursia)
Il mio compleanno
capita una volta l’anno,
l’ho tanto aspettato
e oggi è arrivato.
E’ una festa speciale
del tutto personale.
Gli amici e i parenti
e tutti i conoscenti
mi han fatto gli auguri
per i giorni futuri:
che i miei desideri
diventino veri.
Compleanno
(S.Salucci L.Favero)
Caramelle? Sì, benone!
Cioccolata? Ma…farò
certamente indigestione!
Un bel libro? Beh, però,
legger bene ancor non so.
Tu mi doni un bel trenino?
E tu, un razzo e un carrettino?
Che bellezza, amici cari,
tutti questi doni rari!
O perché il mio compleanno
viene solo un giorno all’anno?
Filastrocca di compleanno
(M.Milani poesie, Milano, Mursia)
Volete saper perché
sono così ben pettinata?
E perché ho messo questo bell’abitino?
E sono un pochino emozionata?
Perché dal balcone e dalla finestra
guardo
e mi par che siano tutti in ritardo?
Perché oggi è la mia festa!
E’ il mio compleanno:
è un giorno da ricordare
importante e anche raro:
viene solo una volta all’anno!
Per questo lo si deve festeggiare.
Avrei voluto invitare
un bambino per ogni paese:
un inglese, un francese, un cinese,
un russo, un americano,
un greco, uno spagnolo,
un messicano,
un abissino, un indiano,
un ungherese.
Che bello sarebbe stato!
Ci penserò la volta ventura.
Quest’oggi sono sicura,
sarà ugualmente
bellissimo
e divertente
con le compagne di scuola
e i bambini dei vicini…
A Tavola
(P.Denunzio)
Prima di correre a mangiare
ricorda quello che devi fare:
innanzi tutto la pipì,
per non farla proprio lì:
le mani, quindi, devi lavare
e col sapone profumare.
Bisogna asciugarle per benino
e infilare il bavaglino.
Il bicchiere ti serve per bere:
- Acqua, acqua, per piacere!
Ora sei pronto, corri anche tu
o la pappa non troverai più.
La focaccia
(R.Rossi)
Il pollice vuol fare una focaccia.
L’indice pronto la farina staccia.
Il medio fa la pasta e la lavora,
e l’anulare la focaccia indora.
Ma restano i fratelli a bocca asciutta
che mignolino se la mangia tutta.
Giorgione Pacioccone
(da
“Un mondo di scoperte” Ardea)
Giorgione Pacioccone,
assomiglia ad un pallone,
ha il viso rubicondo,
che sembra il sole tondo,
la pancetta rotondella,
ma non è di pasta frolla,
e salta come una molla.
A tavola
(Ivonne Serallegri Radi)
Rotola il bicchiere sul tavolino
se non stai fermo un momentino.
Dovrai proprio imparare
perché anche la bottiglia farai ruzzolare
e se non bastasse potresti cadere
e senza testa rimanere:
forse un po’ stanca del movimento
se ne è andata via un momento.
Al mattino
[Educazione all'ordine e alla pulizia]
(da “Progetto infanzia”ed.Raffaello)
La mamma al mattino
mi lava il nasino
le orecchie col sapone
il collo e il sederone.
Poi mi infilo il grembiulino
mi metto il berrettino,
nella tasca ho il fazzoletto
al collo un bel colletto
guardo il cielo tutto blu
vado a scuola col “ tu-tu ”.
Il raffreddore
(G.Falzoni Fontanelli)
C’è un ometto col naso grosso
che è sempre rosso, che è sempre rosso…
E’ un omettino molto invadente
che non mi piace proprio per niente!
Cammina in fretta, maligno e tristo,
ti giunge dietro, senza essere visto:
con il suo dito ti sfiora appena
e senti un brivido lungo la schiena…
per il naso, pian pianino,
ti vien su un pizzicorino;
la tua testa ad ogni istante
si fa sempre più pesante…
Ed in meno di un minuto
t’esce fuori uno starnuto!
L’omettino senza cuore
porta un nome: raffreddore!
Se l’acciuffo, in verità,
un bel dì la pagherà!
Quando sarò grande
(dal libro “Filastrocche” di Marco Moschini)
Io voglio fare presto
a diventare grande
così le sculacciate
nessuno più le prende;
e quando sarò grande
con molti soldi in tasca
voglio comprare il mondo
e i pesci della vasca,
un milione di giocattoli
e un palazzo di gelato
che da piccolino
nessuno m’ha comprato.
Quanti giocattoli
(L.Schwarz “Adesso…e poi basta”, Mursia)
Quanti giocattoli
nelle vetrine,
tutti si fermano
bimbi e bambine.
Ma si divertono
solo a vedere,
san già che tutto
non si può avere!
Voglio
[educazione alla
socializzazione]
(Hedda)
Voglio quel cavallino,
voglio una caramella,
voglio la bambola
grossa di mia sorella.
Voglio la palla rossa,
voglio la pecorina,
voglio le pesche e l’uva.
Non mi senti mammina?
Voglio, voglio e rivoglio.
Nessuno gli risponde.
Ridono due farfalle
sotto le verdi fronde.
Bisbigliano fra loro
svolettando su e giù.
-Se un bimbo dice “voglio”
mamma non sente più.
Crescere
[educazione alla
socializzazione]
(M.Lodi)
Il puledro diventa cavallo,
il pulcino gallina oppure gallo,
il vitello sarà toro o mucca,
e un piccolo seme può diventare zucca.
Anche il bambino piano piano
crescerà e uomo diventerà,
e se si sposa può diventar papà,
poi il piccino mangia e cresce
e il papà diventa vecchio
e gli rincresce.
Filastrocca del compleanno
(Mirò Editori)
E’ passato solo un anno
ed è tornato il tuo compleanno!
Un po’ più alto sei diventato
e più cose hai imparato!
Siamo qui per farti festa
tutti insieme alla maestra.
Anche le orecchie ti tiriamo
e la torta poi mangiamo!
Sei pronto per giocare?
Oggi devi festeggiare!
Ti facciamo tanti auguri
direttamente dai nostri cuori.
Filastrocca per Susanna
(G.Rodari “Filastrocche lunghe e corte, ed. Riuniti)
Filastrocca per Susanna,
le piace il latte con la panna,
le piace lo zucchero nel caffè
tale quale come me,
le piace andare in bicicletta:
quando va piano non va in fretta;
quando va in fretta pare un gattino,
non le manca che il codino.
Di codini lei ne ha,
uno di qua e l’altro di là:
se li porta sempre in testa
con due nastri per far la festa.
Sono due nastri rossi e blu.
Chi è Susanna? Sei tu, sei tu!
L’orologio della giornata
(R.P. Denunzio)
Alle 7 ogni mattina
fa la sveglia la mammina.
Alle 8 ci laviamo
e poi il latte noi beviamo.
Alle 9 via di fretta
c’è la scuola che ci aspetta.
Alle 10 la merenda
che la fame è già tremenda.
Alle 11 che si fa?
Giochi e colori a volontà.
Alle 12 tutti a lavare,
c’è la tavola da apparecchiare.
E fino all’una poi, si sa,
si mangerà a sazietà!
Alle 2 un po’ di riposo:
anche giocare è faticoso.
Alle 3 torniamo qua
con giochi, colori in quantità.
Finché alle 4 a casa si va
dove c’è mamma con papà.
Tante le ore che son passate
come tante belle giornate
che ricominciano così
alle 7 di ogni dì!
Il sonnellino
(Corinne Albaut da “Filastrocche per andare a scuola” ed.
Motta junior)
Quando è l’ora del riposino
i più piccoli fanno la nanna,
mentre i grandi posson giocare,
senza rumore, anche alla palla.
Dormono in fila tutti i piccini,
con gli occhi chiusi, come pulcini.
Ma che vedo là in fondo,
che vedo laggiù?
Guarda quei due furfanti,
non dormono più.
Ridono piano nei loro letti,
chiudete gli occhi furbi angioletti.
Il malatino
(G.Rodari, “Filastrocche in cielo e in terra”,Einaudi)
Filastrocca del bambino malato
con il decotto, con il citrato
con l’arancia sul comodino,
tagliata a spicchi in un piattino.
Per tutti i mali di testa e di pancia
tra un cofanetto e un mentino
per consolare il malatino.
Viene il dottore:- Vediamo cos’è-
E ti fa dire:- Trentatrè!
Poi più tardi viene la sera
viene la mamma leggera leggera
e succhiando la sua menta
il malatino si addormenta.
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