Le farfalline
(Gli animali nelle favole, Firenze, Giunti)
Le farfalline tornano fuori
con le ali splendide di bei colori.
Chiede il bambino:
-
Dove
eravate nel triste inverno?
Che facevate?-
Esse rispondono:
-
Dentro gli ovini
piccoli piccoli come semini,
aspettavamo la primavera
per poi volare dall’alba a sera,
aspettavamo ali e colori
per poi volare tra l’erba e i fiori.
Chi è?
(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)
Come ha nome quel fiore
che il capino nasconde
timido tra le fronde?
Tu ne senti l’odore
e ricerchi quel piccoletto fiore,
pei sentieri del bosco ombroso.
Io lo conosco quel fiore,
che ti dice che primavera viene…
che inverno non è più…
Io lo conosco: e tu?
Conta
(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)
L’uccellin che vien dal mare
quante penne può portare,
può portarne ventitrè,
uno, due, tre,
stai sotto proprio te.
Le
rondinelle
(da: “L’educatore Italiano” Fabbri)
Le rondinelle se ne sono andate,
verso il sole chissà dove:
lontano…
Hanno lasciato il cielo vuoto.
La rondine
(R.Fumagalli)
Torna la rondinella
torna di là dal mare.
Ha le ali molto stanche
e deve riposare…
Qui, sotto la mia gronda
c’è un piccolo posticino,
il sole tutto inonda
quando si fa mattino.
Vieni, rondinella bella,
qui il nido a fabbricar:
qui posa le ali stanche
dal lungo tuo volar.
Arriva primavera
(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)
-Biancospino nudo ai venti
sveglia, sveglia non mi senti?
Son la dolce Primavera,
voglio fiori avanti sera
- Pratoline intirizzite
sveglia, sveglia!
Non sentite?
Son la bella Primavera
voglio bocci avanti sera.
- Rondinelle che tornate,
svelte, svelte,
lavorate!
Sono mamma primavera
voglio nidi avanti sera
Tra le rive fiorite va il ruscello
Primavera è tornata:
il
mondo è bello!
Note di primavera
(U.Betti)
La capinera prova una canzone
ricamata di trilli e poi cinguetta
come una scolaretta.
I
grilli bisbigliano graziose parole
alle
margherite, vestite di bianco.
Spuntano le viole…
A
notte le raganelle
cantano la serenata per le piccole stelle.
Primavera
(L.Galli)
Ecco, ecco che è arrivata
primavera scapigliata,
primavera bella, bella,
primavera pazzerella,
con il sole,
con le viole,
con i gridi dentro i nidi.
Son fioriti biancospini,
nasceranno i rondinini,
danzeranno i loro balli,
le farfalle bianche e gialle.
Primavera in città
(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)
Primavera è venuta in città
e nessuno ancora lo sa.
Lo sa solo quel bambino
che laggiù in periferia
ha trovato un fiorellino
nel bel mezzo della via.
Ma
anche gli altri la vedranno
e nel
cuor la sentiranno
e
perfin la grossa gru
resterà col naso in su
per
veder la primavera
che
nel ciel passa leggera.
Goal
(L.Folgore)
Giocano a calcio i grilli
e non lasciano tranquilli
i
fiori circostanti.
Han
scelto come palla una mimosa gialla.
Il
grillo centravanti
la
passa ad un terzino
che,
con uno zampino,
le fa
fare un bel volo
ad un
palmo dal suolo.
Vicino
a un paracarro
ci sta
compar ramarro
che
segue la tavolata
a
bocca spalancata.
Compiuto il suo tragitto,
la palla poco esperta
finisce a capofitto
dentro
la bocca aperta
del
ramarro che dice:
-“Goal”- e tutto felice
per
l’improvvisa pappa
ingoia
il fiore e scappa.
Primavera
(E.Severini)
La primavera mi piace
davvero
perché mi vesto più leggero
gioco fuori, mangio gelati
faccio le corse in mezzo ai
prati.
Vado a passeggio con mamma e
papà
questa è la vera felicità!
Canti di primavera
(M.Castoldi)
Se vuoi sentir cantare la primavera,
fanciullo, va’ nel prato, chiudi gli occhi.
Verranno i grilli al calar della sera:
terran concerto insieme coi ranocchi.
Tra i
fili d’erba terran concerto
in mezzo al prato, sotto il cielo aperto.
Se primavera vuoi sentir cantare,
ad occhi chiusi resta ad ascoltare.
Filastrocca di primavera
(G.Rodari)
Filastrocca di
primavera
più lungo è il giorno,
più dolce la sera.
Domani forse tra l’erbetta
spunterà la prima violetta.
O prima viola fresca e nuova
beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirà,
la primavera è giunta, è qua.
Gli altri signori non lo sanno
E ancora in inverno si
crederanno:
magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo.
Io
son la primavera
(Renzo
Pezzani dal libro “Ragazzi” ed cinematografica SECI, Milano)
Lucciole belle venite a me:
son principessa, son figlia del re.
Ho trecce d’oro filato fino,
ho un usignolo che canta sul pino,
una corona di nidi alle gronde,
una cascata di glicini bionde,
un rivo garrulo, limido, fresco,
fiori di mandorlo, fiori di pesco.
Ho veste verde di vento cucita,
tutta di piccoli fiori fiorita:
occhi di stelle nel viso sereno,
dolce profumo di viole e di fieno,
e, per il sonno dei bimbi tranquilli,
la ninna nanna felice dei grilli.
Scarabocchio
(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)
Scarabocchio era un
pupazzetto
disegnato da un bambino col gessetto
nell’angolino della lavagna nera
un giorno di primavera.
Senza giacca né berretto
senza scarpe, né calzoni
il neonato pupazzetto
restò fermo fino a sera.
Alla fine si stufò
e
a spasso
se ne andò.
La
Primavera
(A.Grossi)
Di nuovo è tornata la
Primavera.
C’è luce di giorno e di sera.
I giardini si riempiono di fiori.
Tornano i bambini a giocare fuori.
Di nuovo la verde raganella
canta la sua storiella.
Ma chi abita in città
non la sa
sa solo che fa cra-cra.
La
primavera
(R.Pezzani)
La primavera si desta, si veste,
corre
leggera per prati e foreste.
Guarda
un giardino:
ci nasce un fioretto.
Guarda
un boschetto:
c’è
già l’uccellino.
Guarda
la neve:
già
scorre un ruscello;
viene
l’agnello,
si
china e ne beve.
Guarda il campetto:
già il grano germoglia.
Tocca
un rametto:
ci
spunta una foglia.
Dopo la pioggia
(G.Rodari)
Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l’arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
E’ bello guardare a naso in su
la sua bandiera rossa e blu.
Però
lo si vede -questo è il male-
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il
temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa sì che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.
La
violetta
(F.Cardenti)
Quanto è graziosa la violetta,
sta nei cespugli sola soletta.
Porta l’annunzio: è primavera,
festa di fiori da mane a sera.
Sui verdi prati ci divertiamo,
e l’aria pura noi respiriamo.
La
margherita
(L.Martini)
Nella sera di primavera
la margherita
del praticello
piega l’ombrello
della raggiera
e mentre il grillo
fa il concerto
si addormenta
col cuore aperto.
Concerto di primavera
(M Castoldi, I Quindici, Feec)
Se vuoi sentir cantare la primavera,
fanciullo, và nel prato, chiudi gli occhi.
Verranno i grilli al calar della sera:
terran concerto insieme coi ranocchi.
Tra i fili d’erba terranno concerto
in mezzo al prato, sotto il cielo aperto.
Se la primavera vuoi sentire cantare,
ad occhi chiusi resta ad ascoltare.
Le
viole e la lucertola
(R.Calleri)
Nell’erba verde e tenera
odoran le viole,
sul muro una lucertola
esce a godere il sole.
Canti e risate echeggiano
d’intorno. Son bambini
che in fitta schiera passano
vivaci e chiacchierini.
Le mammole sussurrano
“Per voi siamo fiorite,
a coglierci venite.
O piccoli, fermatevi!”.
La timida lucertola
rapida il muro sale
e inquieti gli occhi implorano:
“Non fatemi del male!”.
Il
campionato dei grilli
(L.Folgore “Voci moderne e antiche, Garzanti)
Giocano al calcio i grilli
e non lasciano tranquilli
i fiori circostanti.
Han scelto, come palla,
una
mimosa gialla.
Il grillo centro-avanti
la
passa ad un terzino,
che con il suo zampino
le fa fare un bel volo
ad un
palmo dal suolo.
Vicino
a un paracarro
ci sta
compar ramarro
che segue la volata
a bocca spalancata.
Compiuto il suo tragitto
la palla poco esperta
finisce a capofitto
dentro la bocca aperta
del ramarro che dice:
-Goal!- e, tutto felice
per
l’improvvisa pappa,
ingoia il fiore e scappa.
Primavera
(L.Schwarz)
Le campanelle
raccontano alle stelle
che il sole, che il sole
fa
nascere le viole…
A nuovo vestite
spuntano le margherite,
primule e mughetti,
cespugli e cespuglietti,
piante e piantine,
erbette fine fine…
E il sole ad ogni fiore
dà il suo colore.
Rosse le rose,
gialle
le mimose,
candidi i gigli,
e tutti son suoi figli.
Risveglio
(R.Pezzani)
La Primavera
si desta, si veste,
corre leggera
su prati e foreste.
Guarda un giardino
e nasce un fioretto.
Guarda
un boschetto
c'è già un uccellino.
Guarda il campetto
già il
grano germoglia.
Tocca un rametto
e spunta una foglia.
Canta l’uccello
nel folto del rovo:
- Il
mondo è bello
vestito di nuovo!
Il
bambino e le farfalle
(da “Gli animali nelle favole”)
Le farfalline tornano
fuori
con l’ali splendide di
bei colori.
Chiede il bambino:
“Dove eravate nel triste inverno?
Che facevate?”
Esse risposero:
“Dentro gli ovini
piccoli piccoli come semini,
aspettavamo la primavera
per poi volare dall’alba a sera,
aspettavamo ali e colori
per poi volare tra l’erba e i fiori”.
La
farfalla
(R.Pezzani)
Farfallina spensierata,
lo sai tu dove sei nata?
Eri un
bruco in una cella,
senza sole e senza stella.
Poi nel sole sei uscita,
come un fiore sei fiorita:
come un fiore senza stelo,
che il
buon Dio gettò dal cielo.
La
vispa Teresa
(L.Sailer, da “I Quindici”)
La vispa Teresa
avea tra l’erbetta
a volo sorpresa
gentil farfalletta,
e tutta giuliva
stringendola viva
gridava a distesa:
“L’ho presa, l’ho presa!”
A lei
supplicando, l’afflitta gridò:
“Vivendo, volando, che male ti fò?
Tu sì
mi fai male stringendomi l’ale!
Deh, lasciami,
anch’io son figlia di Dio!”
Confusa, pentita
Teresa arrossì:
dischiuse le dita
e quella fuggì!
Il bagno della fata
(Ugo Betti)
Dopo il bagno la fatina
lascia la fonte chiacchierina.
Ma la
sua roba? L’hanno rubata?
Che farà la povera fata?
Con un pelo di gemma in un minuto
si fa un mantello di biondo velluto;
prende l’argentea scorza di un faggio
ed
ecco scarpette per fare un viaggio.
Il cappellino? Un riccio di castagno.
La
veletta? La ruba al ragno.
Tre piume di passero per ventaglio,
una coccinella per fermaglio.
E’
venuta primavera
(A.Lugli)
Tutto dormiva: gli orti,
gli alberi, il cielo, il sole;
parevan tutti morti
i viali e le aiuole.
Poi venne qualcuno
e,
senza far chiasso,
mise le foglie al pruno
e svegliò il ghiro e il tasso.
Appese in cima agli alberi
fiorellini d’argento,
lasciò gli uccelli liberi
volare contro il vento.
E, per i dormiglioni,
una sveglia di tuoni!
Nel prato
(V.Seganti pagani)
Nel mare verde del prato
tutto fili d’erba novella,
il bimbo si tuffa beato
e grida, ride, saltella
come uccello spensierato.
Meraviglie di coccinelle,
di farfalle, bruchi, insetti,
variopinte campanelle,
scarabei in corsaletti;
e poi gocciole di brillanti,
gocciole di rugiada,
sui fili d’erba tremanti
verdi come la giada.
Papaveri tinti di rosso,
lucertole nel canneto,
raganelle lungo il fosso,
scopre il bimbo ogni segreto,
nel mare verde del prato.
Come lieve passan l’ore,
che
meraviglia il Creato
e le opere del Signore!
Vieni con me
(K.Jackson)
E’ primavera, vieni con me!
Vieni a vedere,
freddo non è!
Il faggio è in fiore
il faggio rosso;
ci ha dato il nido
il pettirosso.
Le
querce nude
fiori non hanno,
ma le lor gemme
si schiuderanno!
E’ primavera,
vieni con me!
Vieni a vedere
freddo non è.
La
stagione più bella
(L.Galli)
Ecco ecco ch’è arrivata
primavera colorata
con il sole
con le viole
con i gridi
con i canti dentro i nidi.
Son fioriti i biancospini.
Poi verranno i maggiolini
con le rose rosse e gialle.
Son tornate le farfalle:
sono bianche
sono stanche:
or nei prati di velluto
il leprotto muto muto
va a cercare fra il trifoglio
pian pianino “l’erba voglio”.
Là nel bosco profumato
canta il merlo innamorato.
Mentre
cento e più ranocchi
solo pancia solo occhi
fanno in coro: “cre, cre, cre”.
Nel cortile le galline
fanno tutte: “co-co-dè”.
Deponendo i bianchi ovini
per la Pasqua dei bambini.
Primavera primafesta
(R.Piumini)
Viene aprile dopo marzo
io comincio a stare scalzo
con il vento sulla faccia
corro a lungo sulla spiaggia.
Poi mi siedo a riposare
e a guardare l’orizzonte
mentre
il vento fa giocare
il mio ciuffo sulla fronte.
Grande è il cielo; il mare è fondo,
ma il mio cane è qui vicino:
tengo in mano tutto il mondo
come fosse un palloncino.
Un
monello
(A.Lugli)
E’ marzo come un monello
di poco cervello,
che rompe i vetri, e nei prati
scompiglia i bucati.
E ride tutto giulivo
nel bosco e sul rivo;
e piange a un tratto, per nulla,
appena gli frulla.
Ma porta sulla veste
di seta celeste
un
buon odore di sole
e quattro viole.
Viene Marzo
(C.Prosperi)
Viene Marzo
ciel di quarzo,
vento molle,
verdi zolle.
Viene Marzo, il giovinetto:
alla terra muta aspetto,
ghiacci e nevi ai monti scioglie,
sparge intorno fiori e foglie.
Marzo
(C.Bucci)
Viene
marzo pazzerello.
A piedi nudi cammina sui prati.
Empie d’acqua i fossati
e al viandante rovescia l’ombrello.
Porta il vento, porta il sole,
schiude in fretta qualche fiore
e sulle prode erbose
sparge un acuto profumo di viole.
E’ nell’aria, cammina
con la pioggia e col vento,
e chi lo vede si sente contento.
Marzo bello
(A.Beltramelli)
Piove ancora e ride il sole,
la massaia fa il bucato
sulla riva di un ruscello.
Oh, bel Marzo, marzicello!
Ti salutano le viole
che si
vestono modeste
e stan sempre sole sole.
Marzo bello!
Già in un campo, un contadino,
per noi canta uno stornello,
è
fiorito il biancospino
che fa siepe a un campicello.
Marzo
(P. Antico)
Poi
quando arriva marzo, che daffare!
Tutto vuole pulire e lucidare.
Con le scrosciate di pioggerellina
lustra nei prati l’erba fina;
pulisce l’aria, lava il rosso ai tetti,
rinnova l’acqua dentro ai ruscelletti;
con la corsa del vento spazza i cieli,
per
portar via i grigi ragnateli.
Quando nell’orto del sole ridente
tutto scintilla, nitido e lucente,
marzo, allor, si volge indietro a dire:
“O
primavera, adesso puoi venire”.
Aprile
(P. Antico)
Aprile, il gran pittore,
va a spasso col pennello
e mette già colore
per
fare il mondo bello.
Dipinge col celeste
l’occhietto ai fiordalisi;
col bianco fa la veste
dei candidi narcisi;
alle
margheritine
mette nel cuore il giallo;
alle campanelline
dà un
tocco di corallo.
Di luce e di colore
veste la terra intera.
Poi domanda il pittore:
-Ti piace, o primavera?
Ritorna aprile
(N.Moscardelli)
Allorché ritorna aprile
campeggia sopra il prato il fiordaliso,
e nell’acqua che corre
si specchia ogni bel viso;
sull’albero l’uccello
canta soavemente:
e chi
lo sente
rivede il Paradiso.
Bosco di primavera
(M.L.Magni)
Vola un profumo lieve
dal biancospin di neve;
splendon rugiade d’oro
sul mirto e sull’alloro.
Canta la cinciallegra
e il bosco si rallegra.
Fa uno starnuto il riccio
e la gazza il suo bisticcio,
ma c’è un garofanino
che sboccia lì vicino
e cinguetta capinera:
per dir che è primavera.
Il
vento
(da “Progetto infanzia” ed.Raffaello)
Arriva il vento, Che pazzerello!
Vedi? E’ sgarbato, come un monello.
Strappa il giornale che tieni in mano;
manda i cappelli lontan lontano;
tu devi correre fino laggiù,
ma il tuo cappello corre di più.
Intanto il vento, con mano lesta,
fa il parrucchiere sulla tua testa;
e se, per caso, apri l’ombrello,
ti spazza via, presto anche quello.
Ma che vuoi farci? Non t’arrabbiare:
è un birichino e vuol giocare!
Gli scherzi del vento
(E.Ottaviani)
Il vento che vien dal mare
ha sempre voglia di scherzare.
Sapete che cosa combina
quando si abbatte
sopra il paesello
sulla collina?
La porta sbatte
d’una cucina,
toglie il cappello
ad un vecchierello,
senza mai sosta
scuote un’imposta
soffia, beato, sopra il bucato…
Che allegria
(P.Boranga)
Ecco, ora viene.
Oh, che allegria!
Tutti i cappelli
ci porta via.
Poi se
la piglia
coi panni al sole
che manda in terra
a far capriole.
Sibila, spruzza,
fa andar tentoni,
scuote
le porte,
spazza i balconi.
La
pioggerella
(T.Romei Correggi)
Cadono fitte fitte
le fresche goccioline,
e ne sono lieti i fiori,
le erbe, le piantine.
Gioiscono gli alberi,
canta allegro il ruscello,
e che musica lieve
s’accorda con l’ombrello!
Canta pioggerellina,
musichetta leggera;
sei anche tu canzone
di fresca primavera.
A
nascondino
(A.Cuman Perile, “Il libro d’oro delle poesie Ceschina)
C’era una piccola margheritina
nata
da poco, vispa, carina.
Diceva: - Mamma, voglio giocare,
ma sono sola, che posso fare?
- Gioca
col sole, piccina mia:
fa a nascondino con allegria!
La piccolina col sol giocò,
e lui si grande non rifiutò.
Sotto una foglia lei si celava;
chiamava: - Sole! – Lui la cercava.
E anche l’aria si divertiva;
passava cauta e il fior scopriva.
Primavera
(G.Ajmone)
Tre violette in un bicchiere
e una
rondine che vola:
ecco qui la primavera
nata or ora per me sola.
Primavera piccolina
che cinguetta con gli uccelli
che si veste del colore
dei più teneri arboscelli.
Primavera tutta mia
che mi tiene compagnia.
E’
primavera
(R.Piumini, Ballata dei mesi, mondadori, Milano 1995)
Quando la terra
è giovane e fresca,
quando la testa
è piena di festa,
quando la terra
splende contenta,
quando di erba
odora
il vento,
quando di menta
profuma la sera
è Primavera.
In
mezzo al prato
(M.Senensis)
In
mezzo al verde prato
di fiori punteggiato
un bruco, un maggiolino,
le formiche e il grillino,
una rossa coccinella,
la
farfalletta bella,
fanno insieme il girotondo
rallegrando tutto il mondo.
Sono stanchi quando
è sera,
dicon tutti la preghiera
e poi se ne vanno a letto
tra una spiga ed un
mughetto.
Piccole cose
(L.Sckwarz)
Spunta
qua e là,
tra i sassi della strada,
qualche ciuffetto d’erba
e qualche stelo;
vi brilla su
una goccia di rugiada
e in quella goccia
si riflette il cielo.
Primavera
(L.Galli)
Ecco che è arrivata
Primavera scapigliata,
Primavera bella bella
Primavera pazzerella,
con il sole
con le viole,
con i gridi dentro i nidi.
Son fioriti i biancospini,
nasceranno i rondinini,
danzeranno i loro balli
le farfalle
bianche e gialle.
Il
piccolo scoiattolo
(da F.Tombari, “Il libro degli animali”, ed. Mondadori)
Lo scoiattolo non riusciva
più a dormire…
Schiuse le palpebre, fece
capolino da sotto la gran coda
in cui era avvolto, sbirciò da
uno spiraglio del tettuccio, il sole lo guardava.
Presto presto si strofinò gli
occhietti, arruffò il letto, afferrò
una noce e si pose
a sedere.
Aveva molta fame, ma era
anche ben provvisto: tutto
il nido era foderato di noci.
Ne vuotava una, gettava via
il guscio e ne tirava fuori
un’altra da sotto il letto.
Così, quando nel pancino non
ce ne stettero più, si diede
una lisciata ai baffi e si
mise a fare capriole.
Era arrivata la Primavera.
|