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A cura di
Barbara Cesaretti
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Le Poesie
Di Vincenzo Riccio
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Oltre alle poesie riportate nell'indice si
può scorrere in basso l'elenco completo.
Se hai da proporre una nuova poesia o
filastrocca da inserire nella raccolta inviala. |
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Autore |
Vincenzo Riccio |
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Titolo |
Autunno |
| Adatto |
scuola infanzia e 1°, 2°, 3°
elementare |
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Autore |
da: “Bilzo Balzo”, Marietti |
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Titolo |
L’ultima danza delle foglioline |
| Adatto |
Scuola
infanzia e 1° |
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Autore |
da( “Una scuola intorno a noi”)
Tresei |
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Titolo |
Autunno |
| Adatto |
scuola infanzia e 1° |
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Autore |
da( “Una scuola intorno a noi”)
Tresei |
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Titolo |
C’è una foglia |
| Adatto |
scuola infanzia e 1°, 2°,
elementare |
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Autore |
da( “Una scuola intorno a noi”)
Tresei |
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Titolo |
Autunno |
| Adatto |
scuola infanzia e 1° |
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Autore |
poesia
inventata dai bambini della Scuola dell'Infanzia di
Vergano |
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Titolo |
LA
FOGLIA AUTUNNINA |
| Adatto |
scuola infanzia |
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Autore |
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Titolo |
L’AUTUNNO |
| Adatto |
scuola infanzia |
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Nella raccolta di poesie
sotto riportate puoi trovare altri titoli di poesie sull'AUTUNNO |
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IL SONNO DELLA NATURA
Di Vincenzo Riccio
Nell'estate
ha consumato tutto il suo
vigore,
ed ora, stanca,
ha voglia di riposo.
Toglie gli orpelli al mondo
e al verde il suo colore;
timida, ad una una,
stacca le foglie,
e le depone nel suo scrigno
d'oro:
la terra.
Dà la buona notte al tempo,
un arrivederci al sole;
stanca, poi, si addormenta
con una foglia verde tra le
dita:
futuro germoglio della vita.
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AUTUNNO
di Vincenzo Riccio
Un primo freddo,
una prima sfregata di mani;
due nuvole nere;
un soffio più forte di vento:
forse è l'autunno.
Foglie slegate dai rami
che affollano il cielo;
tappeti di caldi colori che vestono il mondo;
è certo: è l'autunno.
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NATURA IN AUTUNNO
di Vincenzo Riccio
Rami tesi, senza vita,
che gridano al vento:
autunno!
Pennelli senza colori
che scrivono su fogli di cielo:
autunno!
Aquiloni di foglie
nell’ultimo volo sussurrano al tempo:
autunno!
E poi… il riposo.
In attesa di un nuovo risveglio,
Natura,
già pensa al prossimo autunno.
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LE
FOGLIE MATTE
(Inviata dall'Ins. Giusy)
Le
foglie matte si lasciano andare,
dal
soffio del vento si fan trasportare.
C’è
quella gialla che gioca a palla,
c'e'
quella rossa che fa una gran corsa,
c'e'
quella marrone che fa un bel ruzzolone
e
quella arancione che vola come un aquilone.
Solo
la verde si tiene ben stretta,
perché
di cadere non ha proprio fretta!
L’AUTUNNO
(Inviata dall'Ins. Giusy)
Foglie
rosse , foglie gialle,
È
arrivato l’Autunno.
Tanti
frutti buoni avremo
e noi
li mangeremo:
uva
castagne e melagrane,
tanto
succose e appetitose,
delizia di tutti i bambini golosi.
LA CASTAGNA
(Inviata dall'Ins. Giusy)
C’è un
frutto rotondetto,
di
farina ne ha un sacchetto;
se lo
mangi non si lagna,
questo
frutto è la …….. castagna.
LA
FOGLIA AUTUNNINA (Inviata
dall'Ins. Giusy)
(poesia
inventata dai bambini della Scuola dell'Infanzia di Vergano)
Una
mattina trasportata dal vento
è
arrivata a scuola
FOGLIA
AUTUNNINA.
E'
molto carina e
tutta
giallina,
volando di qua e di là
nostra
amica diventerà
e
dell'Autunno a tutti
racconterà
storielle e curiosità.
CADON LE FOGLIE
di M.
Maltoni
(Inviata dall'Ins. Giusy)
Cadon
le foglie come farfalle:
ve n'è
di rosse, ve n'è di gialle,
volteggiano un momento
e
partono col vento.
E la
povera pianta: là, nell'aria
rabbrividisce nuda e solitaria.
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Autunno
da( “Una scuola intorno a noi”) Tresei
In autunno si perde qualche capello
pensiamo però ad ogni povero alberello!
Sembra strano, triste, senza più voglia
gli cade perfinol’ultima foglia.
Eppure rimane là, nudo, cullato dal vento
e di essere vivo è invece contento!
Autunno
da( “Una scuola intorno a noi”) Tresei
Cadono le foglie spinte dal vento
le guarda il bambino ed è contento
di questo ballo improvvisato
che le adagia piano sul prato.
Corre il bambino e le raccoglie
può finalmente toccare le foglie
gialle rossicce ed arancione
sono i colori di questa stagione.
Ecco l’autunno è ritornato!
lo dicono le foglie, gli alberi, il prato.
C’è una foglia
da( “Una scuola intorno a noi”) Tresei
Su quel ramo c’è una foglia
che non ha per niente voglia
di staccarsi, di planare,
di lasciarsi trasportare,
dal vento dispettoso
che non trova mai riposo.
Quella foglia lo sa già
prima o poi la staccherà!
Sta lì, per il momento
non è giunto ancora il tempo
di lasciare il suo rametto.
Ma il vento le dice:
fogliolina t’aspetto!
L’ultima danza
delle foglioline
(da: “Bilzo Balzo”, Marietti)
L’ultima danza delle foglioline.
Come aquiloni volan nel cielo
di qua e di là, di su e di giù,
spinte dal vento volan lassù.
Ora son
stanche quelle foglioline,
come un fruscìo scendon dal ciel
di qua e di là, scendono giù,
e un’altra danza non ci sarà più.
Ottobre
(Anonimo)
Il tuo
pennello dipinge
i boschi e i prati.
E’ pieno il mio cestello
di grappoli dorati.
La castagna e il riccio
sorridon tra le foglie.
Viva l’autunno…
e tutto ciò che si raccoglie.
Cadon le foglie
(da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola)
Cadon
le foglie, come farfalle:
ve n’è di rosse, ve n’è di gialle,
volteggiano un momento
e partono col vento.
E la povera pianta, là, nell’aria,
rabbrividisce nuda e solitaria.
Autunno
(G.Colli)
Il vento ha spogliato gli alberi,
con le sue mani fredde
disperdendo le foglie
come un volo di passeri.
L’autunno
(Tratto da “Filastrocche per un anno”)
Un
albero spoglio tremando sussurra:
"Tu vento furioso
sui rami hai soffiato
rendendo il mio aspetto
così sconsolato”.
E il vento risponde:
“ Non piangere albero,
ben presto sarai
più bello che mai
coperti di verde
i tuoi rami brilleranno
riflessi da un sole
amico e compagno”.
Autunno
(S.Chiari)
Le
foglie ormai sono cadute,
l’estate non c’è più,
son partite
le rondini
sono andate lontano,
laggiù.
Autunno
(M.A.Scavuzzo da “Cose nuove”, Fabbri)
Una, due, tre…
Vanno col vento grandi foglie gialle.
Vanno nel sole grandi foglie nere.
Tra poco passerà nel cielo
solamente il vento.
Albero d’autunno
(A.Bartolucci)
Sporge dal muro di un giardino
la chioma gialla di un albero.
Ogni tanto
lascia cadere una foglia
sul marciapiede grigio e bagnato.
Natura autunnale
(M.Moretti)
Il cielo ride un suo turchino,
benché senta l’inverno ormai vicino:
il bosco scherza con le foglie gialle,
benché l’inverno senta già alle spalle…
L’autunno ritorna
(L.Eccher da “Scuola materna”)
L’autunno ritorna:
la terra si spoglia,
il ramo si orna con l’ultima foglia,
le rondini stanno ormai per migrare:
si chiamano e vanno lontano, oltremare.
Alberi d’autunno
(J:R:Jimenez Platero y yo, “Nuova Accademia”)
Alberi d’autunno…
Quante foglie son cadute
la notte scorsa!
Pare che gli alberi
si sian girati sottosopra
e abbiano adesso
la chioma in terra e le radici in cielo.
La filastrocca
del vino
(A.Fasser)
Dalla pergola nasce l’uva:
prima è acerba, poi matura.
La raccoglie il contadino
e la schiaccia dentro il tino.
Bolle il mosto giorno e notte
poi finisce nella botte.
Nella botte si riposa
finché è un vino color rosa.
Dopo tante settimane
va a riempir le damigiane,
ma lì dentro non vuol stare:
ora è pronto da infiascare.
Per la festa di famiglia
passa poi nella bottiglia:
nei bicchieri viene versato
e da tutti ben gustato.
L’uva e il vino
(G.Terenzi)
Mangia l’uva caro bambino
ma, dammi retta, non bere il vino!
Solo gli adulti ne posson bere
e, se han giudizio, solo un bicchiere.
-Sai?- dice l’uva- L’uom mi calpesta,
ma gli faccio girar la testa.
Uva bianca,
uva nera
(da"EnciclopediadeiRagazzi”,Mondadori)
Questa è la
tiritera
dell’uva bianca e nera
dell’uva sopraffina
che fa venire l’acquolina.
Questa è la filastrocca
dell’uva prelibata
che si scioglie in bocca
come una marmellata.
Questa è la cantilena
dell’uva saporita
che fa la pancia piena
e più dolce la vita.
Indovinello
(da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola)
Non è per capriccio
se nasco in un riccio.
Son buona, son bella
lessata o in padella.
Son frutto autunnale,
non faccio mai male,
mi trovo in montagna
e son la…
(castagna)
La castagna
(anonimo)
C’è un frutto rotondetto,
di farina ne ha un sacchetto:
se lo mangi non si lagna,
questo frutto è la castagna.
La castagna in acqua cotta
prende il nome di ballotta.
Arrostita e profumata
prende il nome di bruciata.
Se la macino è farina:
dolce, fina, leggerina:
se la impasto che ne faccio?
Un fragrante castagnaccio.
Indovinello
(da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola)
Son frutto gustoso
ho il riccio spinoso.
La buccia ho moretta
son dolce e duretta.
Se in acqua son cotta
mi chiamo ballotta:
se al fuoco son posta
io son caldarrosta.
Io vivo in montagna
e mi chiamo…
(castagna)
Foglie gialle
(da “Le stagioni” ed. Leonardo)
Ma dove andate povere foglie gialle,
come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino?
Da un bosco o da un giardino?
Non sentite la malinconia
del vento stesso
che vi porta via?
La foglia
(M.Dandolo)
Dicono che l’autunno
tutto intristisce e muore.
Anche la bella foglia
ha mutato colore.
Ha chiesto l’oro al sole
e s’è vestita a festa.
Autunno
(G.Gasparini)
Foglie rosse, foglie gialle
volan via come farfalle.
Resta solo l’alberello
nudo, spoglio, poverello.
Piange un poco e si dispera…
Quando arriva primavera?
Le foglie matte
(da “Le stagioni” ed.Leonardo)
Le foglie matte
si lasciano andare
dal soffio del vento
si fan trasportare
c’è quella gialla
che gioca a palla
la foglia marrone
fa un ruzzolone
c’è quella rossa
che fa una gran corsa
la foglia arancione
vola come un aquilone
solo la verde
si tiene ben stretta
perché di cadere
non ha proprio fretta.
L’estate non c’è più
(da “Le stagioni” ed. Leonardo)
E’ caduta una foglia
dall’albero lassù.
Quando l’albero si spoglia
l’estate non c’è più.
Il colore delle foglie
non è solo verde
ce n’è qualcuna gialla
che si stacca e si perde.
In terra è pieno di foglie marrone
e qualcuna anche arancione.
Ho visto anche una foglia rossa
e mi sembrava la più grossa.
Quando piove
(G. Rodari)
Filastrocca per quando
piove
chi sta in casa non si muove
io che in casa divento tetro
esco e il tetto mi porto dietro…
Un piccolo tetto di stoffa nera
con tante stecche messe a raggiera.
Oh che fenomeno simpatico
vedere un tetto con il manico!
Così me ne vado bel bello
fischiettando sotto l’ombrello.
La nuvola
(M.Moschini)
Una nuvola nel cielo
vuol giocare un po’ con me:
prima sembra un aquilone
poi un pesce poi un Re;
ecco arriva un gran gigante
che fa a lotta con un nano,
e vicino due bambini
che si tengono per mano.
Poi la nuvola si sposta,
viene il sole e le sorride:
lei diventa tutta rosa
e somiglia a un’altra cosa.
Le pozzanghere
(M.Moschini)
Quando piove basta
attendere
e poi ecco le pozzanghere:
sono grigie e senza onde
e neanche son profonde;
non ci sono le barchette
perché forse stanno strette,
e se uno poi ci pesca
prende solo l’acqua fresca.
Come possono sfidare
uno grande come il mare?
Ma un passero assetato
che al mare c’è già stato
ha detto: “L’ho assaggiato
però è troppo salato,
non l’ho potuto bere
neanche col bicchiere!”
Le pozzanghere san fare
una cosa più del mare.
Piove, piove
(da “Le stagioni” ed. Leonardo)
Piove, piove
la gatta non si muove
si accende la candela
si dice buonasera.
Il temporale
(M.Moschini)
Quando piove
sulla terra
lassù in cielo
c’è la guerra
fra
due nuvole
in partenza
per non darsi
precedenza.
Se l’umore
non è buono
dopo il lampo
viene
il tuono,
una poi
ci resta male
e ci scappa
il
temporale.
Ci saranno
lampi e tuoni
ma si fa
senza
cannoni!
Vendemmia
(da “L’Arca di Noè” ed. Leonardo)
Con un secchio od un cestello
con le forbici o il coltello,
donne e uomini da ieri,
tutti allegri e faccendieri
colgon l’uva zuccherina
e la portano in cantina.
La vendemmia è un gran lavoro!
Nelle
vigne era un tesoro
di quei grappoli dorati.
Or li han colti e li han pigiati;
ed il mosto in un gran tino
già fermenta e si fa vino.
L’autunno
(J.Renard)
Io vidi una mattina
l’autunno camminare.
Aveva nella mano
tre goccioline di brina,
nel cesto un venticello
per sollevar le foglie.
Portava per mantello
un grigio nuvolone
e andava lento lento
curvo sul suo bastone.
Goccia di pioggia
(da L’Arca di Noè ed. Leonardo)
Goccia di
pioggia sopra la mano
goccia di pioggia che scivola piano
goccia di pioggia che bagna il prato
goccia di pioggia che disseta il creato.
Nuvole scure nel cielo lassù
pozze d’acqua per terra quaggiù.
Con gli stivali ci salto dentro
schizzo ovunque e rido contento.
Ottobre
(Luigi Santucci “Poesie con le gambe corte”,
Milano, Mursia)
Ottobre,
il tuo pennello
dipinge i boschi
e i prati.
E’ pieno il mio cestello
di grappoli dorati.
La castagna e il fico
sorridon tra le foglie:
“Viva l’autunno amico!
Siam di chi ci raccoglie”.
Sotto l’ombrello
(Arpalice Cuman Pertile per “I bimbi
d’Italia”, Firenze, Marzocco)
Oh, come piove!
Sono contento,
questo è il mio grande divertimento.
Ora a passeggio
vado bel bello
sotto l’ombrello.
Eccolo aperto:
cupola tonda,
pare una giostra
lieve, gioconda,
un capannino mobile e bello:
viva l’ombrello!
La pioggia crepita
sui tesi spicchi,
dai ferri gocciola
con dei ripicchi:
io resto asciutto ilare e bello
sotto l’ombrello!
Quanti si bagnano!
Fan compassione:
io sto benissimo, arcibenone!
Chi vuol venire?
E’ grande e bello,
sì, quest’ombrello!
Il fungo
(C.Kubler “Giorni d’autunno”, Bergamo, Atlas)
Dentro al gran
bosco
c’è un fungo modello,
che quando piove
funziona da ombrello;
quando c’è il sole che brucia le piante
dà un frescolino così riposante!
Dicono grilli e formiche tra loro:
“Compare fungo sei proprio un tesoro!”
E
lui risponde modesto: “Ma no!
Ognuno al mondo fa quel che può!”
…Foglie morte
(Trilussa trad. dal dialetto)
…ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso che vi porta via?
L’arcobaleno
(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)
Dopo il temporale
viene il sereno,
in cielo brilla l’arcobaleno.
I suoi bellissimi sette colori
fanno pensare
a un mazzo di fiori;
al gelato di un bambino,
al vestito di Arlecchino.
C’è il rosso e il turchino,
un bellissimo azzurrino,
il verde e l’arancione
il giallo limone:
un arco perfetto,
tenuto su
dal rosso-violetto.
Girotondo dell’autunno
(da “L’Arca di Noè” ed Leonardo)
Giro giro, giro tondo
l’autunno è in tutto il mondo.
Sotto gli alberi giganti
i funghi sono tanti.
Ci son sulle montagne
le noci e le castagne
e poi nella pianura
c’è l’uva ben matura.
Vi sono i bei frutteti
che tutti fanno lieti
mele e pere succose
per le bimbe golose.
Testamento di un albero
(Trilussa)
Un albero nel bosco
chiamò gli uccelli e fece testamento:
“Lascio i miei fiori al mare,
lascio le foglie al vento,
i frutti al sole, e poi
tutti i semini a voi:
a voi poveri uccelli,
perché mi cantavate la canzone
nella bella stagione.
E voglio che gli stecchi,
quando saranno secchi,
facciano il fuoco per i poveretti”.
L’albero
(F.Cardenti)
Ogni dì con simpatia
guardo l’albero per via.
I suoi rami piega il vento
e vicini a me li sento.
Veste il tronco la corteccia
e la punta in alto sfreccia.
Come braccia sono i rami
e le foglie sembran mani.
Nella terra silenziose
le radici son preziose.
Foglie d’autunno
(M.A.Scavuzzo)
Quelle matte, matte foglie,
brune, rosse, verdi, gialle,
che disegnano nell’aria
le figure più bizzarre,
per terra sono cadute,
ma senza farsi male.
Se taci le puoi ascoltare:
sotto la pioggerella
canticchiano una canzone,
imparata dagli uccelli
nella bella stagione.
Le foglie
(L.Mertyhov)
Esse
erano ferme sul selciato.
Ad un tratto
divennero furenti
e, mutando colore, si lanciarono
in un ballo stregato.
La foglia di betulla
(De Nolhac)
La foglia di betulla
lascia i rami gracili:
i chiari giorni son finiti.
Il bosco è senza canti,
il cielo senza rondini,
l’albero senza nidi.
Foglie d’autunno
(K.Jackson, “Storie per tutte le stagioni” Mondadori)
Una montagna morbida
e scricchiolante insieme
che il vento dell’autunno
si diverte a disfare.
Vi affondo le ginocchia
ed ecco…pare un mare,
o una torta fragrante
color
di cioccolata,
una croccante fetta
di pane e marmellata.
Oro brunito e miele,
marrone, grigio e bruno
son le foglie d’ottobre
che adesso, crepitando,
mandando un acre odore,
già diventano fumo.
La foglia secca
(da “Insieme”, ed.Aristea)
Sci…sci…sci…La
foglia morta
va col vento che la porta:
fruscia, vola, al vento balla,
rossa, bruna, verde, gialla…
-
Foglia secca, dove
vai?
Perché taci? Non lo sai?
-
Sci…sci…sci…
fanciullo mio,
me ne vado…E’ autunno…
Addio.
Vendemmia
(F.Socciarelli)
Con un secchio od un
cestello
con le forbici o il coltello,
donne e uomini da ieri,
tutti allegri e faccendieri
colgon l’uva zuccherina
e la portano in cantina.
La vendemmia è un gran lavoro!
Nelle vigne era un tesoro
di
quei grappoli dorati.
Or li han colti e l’han pigiati;
ed il mosto in un gran tino
già
fermenta e si fa vino.
La vendemmia
(da “Progetto infanzia” ed. Raffaello)
Pende dai
tralci
l’uva matura:
senti per l’aria
della pianura,
uomini e donne
lieti a cantare
nel vendemmiare?
Grappoli d’oro
grappoli neri
cadon nei cesti
e nei panieri;
di poi, pigiati,
messi nel tino,
danno
il buon vino.
Dopo la
pioggia
( G.Rodari, “Filastrocche in cielo e in terra”, Einaudi)
Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l’arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
E’ bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede- questo è il male-
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza
tempesta,
questa si che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.
Il temporale
(A.Pozzi)
Che succede? Or è il momento
calma e gaia era la terra;
e di colpo…pioggia, vento,
lampi e tuoni in ciel fan la guerra…
Son scomparsi gli uccellini,
treman l’erba e i fiorellini,
e le piante…oh, che pietà,
par si spezzino a metà.
Le nubi
(da “Impronte” Tresei scuola)
Sotto il sole e sotto le stelle
stanno tante pecorelle;
quando son giornate brutte,
se una piange piangon tutte.
Foglia foglina
(Filastrocca popolare)
Foglia foglina
l’inverno s’avvicina;
foglia foglietta
l’inverno è sulla soglia,
ben presto arriverà
e via ti strapperà!
Piove
(Jolanda Colombini Monti)
Piove in ogni dove.
Cielo grigio. Tempo brutto.
Piove, piove dappertutto.
Fan la doccia i fiorellini
nelle aiuole dei giardini
e, nell’orto io seminato
beve l’acqua d’un sol fiato.
Io, se piove, non mi cruccio
vado a spasso col
cappuccio.
Giorno di pioggia
(K.Jackson “365 Storie”, Mondadori)
Se piove non ci importa, ti pare?
Con carta colorata e la colla
non sai che si può preparare;
di bambole e fanti una folla,
cavalli e tendoni d’indiani,
e cani, cavalli, elefanti,
e pesci, uccellini, caimani,
e navi, fatine e giganti.
Là fuori c’è acqua che ammolla,
ma dentro c’è tanto da fare!
Con carta colorata e la colla,
se piove non importa, ti pare?
Farina di castagna
(A.Sforna)
Nel bosco si odono
castagne che cadono
escono dai ricci spinosi
che si aprono.
Poi la dolce polpa
sarà frutta e farina
buona a mangiarsi
e bella in vetrina.
Vorrei giocare, ma dove?
(E.Zani)
E piove e piove e piove e piove:
vorrei saltare e correre, ma dove?
Ho fatto tanti giochi nel tinello
che poi sembrava un campo di battaglia.
-Stai fermo! Fai più piano! Che monello!
-Uffa, perché, non torna il tempo bello?
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